Grinderman: concerto al Live (Trezzo, MI), 6 ottobre 2010

Posted on 7 ottobre 2010

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Le luci soffuse e l’atmosfera soffocante intorpidiscono e fanno diminuire la vista proprio mentre, per via di questo calo fisiologico e in una sorta di trance, si acuiscono le percezioni di tutti gli altri sensi.
Cosa che serve, visto che la musica dei Grinderman è un urlo primordiale,  raschia i flussi primitivi dell’animo e li traduce in battute rock, cadenze mutuate dal blues, versatilità strumentale, dove c’è posto per interventi elettronici e grezze maracas.
Una dimensione sonora che irrompe con Mickey Mouse And The Goodbye Man, a metter subito le cose in chiaro: che il Nick Cave troneggiante in mezzo al palco, nel suo completo nero, potrà anche mettersi in posa per farsi scattare qualche flash (come fa dopo Warm Tormer) ma qui è l’istinto che domina, il profumo acre di nickel delle sei corde e di birra sul pavimento e “security, fuck off” dello stesso genio, che non esita a interrompere Get It On per far notare il presunto eccessivo zelo delle forze dell’ordine.
In questo universo sonoro parallelo, è la sezione ritmica coi battiti serrati e i colpi profondi di Jim Sclavunos a porre le basi, intrecciata al basso di Martyn Paul Casey e, mentre il frontman si divide tra voce e chitarra, Warren Ellis è armonia, azione, sudore e catarsi, un pupazzo indemoniato che pare doversi schiantare faccia in giù a terra da un momento all’altro o lanciare arti in giro per il locale. Invece se ne sta lì, fucking genius per dirla tecnicamente, a districarsi tra loop e chitarre e il violino di Heathen Child con l’archetto dai crini spettinati.
Lo spirito del Delta, antico e demoniaco e avvolgente, riemerge con brani come When My Baby Comes, per condurre lentamente al finale sull’omonima Grinderman.
Questo è il modo di tradurre in musica l’istinto, ciò che accomuna tutti in ogni dove, che elimina freni culturali e inibizioni stantie, che fa quasi desiderare – a ragion veduta – che una schiera di pretenziosi artistoidi sparisca per autocombustione, lasciando spazio a chi, come maestro Cave e compari, fa della musica estasi pura.

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Posted in: Concerti