Quando Billy Childish chiama

Posted on 2 novembre 2011

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Billy Childish (therebelmagazine.blogspot.com)

Lui è uno spettinato, che suona senza paura di tener su il volume, imbottendosi la vita non solo di musica, ma di una matassa espressiva da declinare in ogni forma. Il tutto senza limitarsi a un immaginario fatto di accordi di quinta e istinto creativo ossessivo-compulsivo: qui si parla di vera attitudine all’arte, di un creativo poliedrico in grado di esprimere la sua stessa essenza senza mezzi termini, affrontando la metamorfosi in poeta e pittore, regista e fotografo, e lasciandosi alle spalle, anzi rielaborando persino i problemi di dislessia che lo hanno afflitto nel corso di una travagliata infanzia.

Il risultato? Genio puro.
Sregolato quanto basta, intriso d’influenze garage fino al midollo, ma in grado di focalizzarsi in maniera incredibilmente profonda in ogni progetto affrontato con coerenza espressiva e grande efficacia. Forse non esisteranno, nell’opera di Childish, divagazioni jazzistiche di alto lignaggio, ma quello che sorprende è il suo instancabile estro, che va avanti dalla fine degli anni ’70.

E la discografia è mostruosa, articolata tanto quanto il suo talento: tonnellate di dischi e di opere varie che passano da un genere all’altro, nel tentativo di agguantare un’ispirazione che non conosce tregua, saldando e sciogliendo sodalizi artisti che diventano pietre miliari nella storia della musica moderna, dai Pop Rivets ai Milkshakes, dai Chatham Singers ai Buff Medways (basta fare un giretto su internet per trovare l’intero catalogo delle sue formazioni).

L’ultima, in ordine cronologico almeno, è quella con gli Spartan Dreggs i quali, come di consueto, non nascono dal nulla ma appaiono piuttosto un guizzo che prende vita dai Vermin Poets. Probabilmente il disco non suona come una rivoluzione, sicuramente è un bello schiaffetto in faccia a generazioni munite di distorsori che vogliono seguire la lezioni dei padri, sfoggiando magliette dei Ramones (o chi per essi) trovate nei negozi del centro e tagliate ad hoc.

Su un tappeto di suoni grezzi e incisivi, Childish è in grado di innestare arrangiamenti di ottoni e tocchi di tastiere con la naturalezza di un preraffaelita, mischiando il garage grezzo alla raffinatezza delle melodie.

Il risultato, ossia il disco Forensic R&B firmato da Billy Childish & The Spartan Dreggs, è quello che segue e si può ascoltare anche sul sito di Damage Goods.

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Posted in: Dischi, Roba nuova