Do you still believe in Wilco?

Posted on 12 marzo 2012

0


Picture from Wilcoworld.net

Loro ti tolgono il fiato, non c’è altra descrizione plausibile.

Lo fanno tratteggiando gli inizi di ogni brano con qualche accordo semplice, per poi disegnare un intero universo in qualche minuto, strapparti l’anima e tenerla sospesa, in un bolero emozionale.
Dall’esordio su Hell Is Chrome a Whole Love fino a inaugurare un encore infinito e teso, un vero concerto nel concerto che si abbandona su Hoodoo Hoodoo, Jeff Tweedy e gli altri hanno questo dono: tra lunghi assoli e pennate acustiche, come quelle di Spiders (Kidsmoke), sono uniti saldamente, le loro sono anime compatte,  in un percorso che dagli Uncle Tupelo attraversa senza essere scalfitto gli anni e le follie e le derive del rock’n’roll.

C’è della perfezione nell’aria, è la parola più usata fuori dell’Alcatraz, tra le magliette abusive e i saluti ad amici e facce note, sporcata di sudore e di tutta l’intensità di cui pochi eletti sono capaci.

 

 

Cose nuove imparate: Scarlett O’Hanna, la cantautrice che ha aperto il concerto, ha cantato una canzone delle Winx. Sì, le Winx. Le fatine. Della serie: sudore e glitter.

Effetto Proust: la birra San Miguel sarà sempre indissolubilmente legata al Primavera. Barcelona.

Annunci
Messo il tag: , , ,
Posted in: Concerti